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Sassofrasso

This song is by Nomadi and appears on the album La Settima Onda (1994).

Disceso nella gola fra gli scogli dell'anfratto
lucida le sue rive il sassofrasso,
gioca con la sabbia fra le dita dei bambini,
ossigena le polle dei girini,
ti parla mentre passa di sentieri di montagna
quasi che venisse dalla cuccagna.

Ma il gioco di colori della vecchia tintora
che sciacqua le coscienze, anche la mia,
si mescola ai liquami della fogna di Montese,
insieme a quelli del macello del paese,
è già un po' meno pura l'acqua che va giù in pianura,
il corso della schiuma non è chiaro.

Se ti senti niente quando ti pensi vuoto
prigioniero dei ricordi a poco a poco.
Forse è il tuo rifiuto di entrare nella strada
che ti ha fatto perdere la squadra.

Ma il ricordo di lezioni fatte al tocco di campana
da ragazzi in una pieve di montagna.
Forse aiuta il lungo corso a ritrovar sé stesso,
a decantar la fanga del progresso.
Non la si può bere però puoi farci il bagno
il volto di quest'acqua è ancora umano.

Rimuovi i tuoi ricordi come i sogni che hai già fatto,
mentre la ceramica si beve il sassofrasso
e il ruscello che cantava puro dentro al suo bacile
sputa piombo arsenico e metile.
Il cambio di canzoni più non suona la campana,
quest'acqua adesso è malsana.

Se ti senti niente quando ti pensi vuoto,
prigioniero dei ricordi a poco a poco.
Forse è il tuo rifiuto di entrare nella strada,
che ti ha fatto perdere la squadra.

Però nella sua loggia saltellando contro il masso,
ancora scende, ancora il sassofrasso.
Ma se sei privo di ogni squadra allora prendi la strada,
che ti porta in alto, magari su in contrada.
Il fango dell'inverno copre i segni dei gerani,
ieri impegna l'oggi nel domani.

L'importante è l'individuo, l'importante è la persona,
che trasforma dentro al tempo la sua zona,
il fango dell'inverno copre i segni dei gerani,
ieri impegna l'oggi nel domani.

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