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Juana

This song is by Milva and appears on the album Dalla Cantata Di Un Mostro Lusitano (1969).

Io sono in piedi alle cinque di ogni dì,
la mia giornata trascorre così.
Pulire i pavimenti e portar la colazione,
il pranzo preparare e i piatti da lavar.

Poi viene il bello, la spesa vado a far,
ritorno a casa, ritorno a casa mia
e rifaccio i bei lettini
e nel cesso i vasini poi vuoto,
i vestitini dei miei cari padroncini
ripulisco ad uno ad uno,
e poi cucio, rammendo,
poi smacchio salendo le scale sue e giù,
giù e su,
su e giù
e corro e volo e sono felice, felice, felice, felice così!

Ormai è tardi,
di nuovo devo uscir
e poi di corsa la cena da servir.
Attenta a non lasciare su l’arrosto da bruciare,
il dinè apparecchiare
e il servizio non sbagliar.

Poi viene il bello,
la cena da servir,
attenta, attenta, negretta sei contenta
con i piatti, con piattini,
con bicchieri e bicchierini
metto senza far rumore,
i miei cari padroncini
servo tutti, ad uno a uno,
e poi prendo gli avanzi
e mi faccio una cena,
mi faccio una cena, una cena da re.

E poi sciacquo, risciacquo,
e lavo, rilavo,
trallalà!

Oh quale gioia servire il caffè!
Metter la cera a mezzanotte sul parquet!
Il cane spidocchiare,
i fiori rinfrescare,
il frigidaire sbrinare,
la stufa da stasare,

Oh che delizia svuotare l’immondizia!
E al gattino preparare la pappetta,
poi staccare la stufetta,
spazzolare la pelliccia alla signora,
il cincillà.

Poi lucido le pentole,
poi carico le pentole,
poi svuoto i posacenere,
che gioia, son servetta,
son per tutta la mia vita, sì,
che gioia, una servetta resterò!

Credits

Music by:

Lyrics by:

Peter Weiss Wikipedia16, italian version by Giorgio Strehler Wikipedia16

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